Fotografia che passione!!!

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAPer la mia passione fotografica devo rigraziare 3 persone: mio padre innanzitutto che sin da piccolo mi ha fatto vedere e qualche volta toccare la sua pentax che ho ereditato in contumacia; mio zio Mario che mi ha spiegato tutta la teoria ottica e mi ha dato grandi consigli per fotografare, nonchè mi ha insegnato a sviluppare e ad allestire una camera oscura; infine Michele vacchiano per la sua filosofia di fotografare e la passione per il medio e il grande formato e per le sue avventure che ho seguito sul sito di nadir.it. Siccome fotografare richiede come minimo una pellicola, una scatola e un forellino e siccome l'uomo è ingegnoso e ha creato oggetti anche più complessi, cercherò di mostrarvi il mio corredino fotografico:

Digitale

Konica-Minolta Dimage z3

1212foto7.jpgCon questa macchina ho ricominciato a fotografare dopo molti anni che non toccavo una macchina fotografica. Mi avevano regalato una compatta della olympus per la cresima, con la quale ho scattato qualche rullino e alcune foto in gita a Praga ma non l'ho mai usata molto. Aver preso questa digitale mi ha permesso di sbizzarrirmi a costo zero (se trascuriamo i 450 euro dell'acquisto…) e scoprire che avevo bisogno di fotografare con macchine più evolute.

Reflex e Pellicola

K1000

k1000.jpgIl mio atavico bisogno di trappolare con le impostazioni e il forte rumore del sensore della mia digitale ad alti iso mi hanno portato a prendere in mano, per gioco, la Pentax k1000 di mio padre e scattare qualche diapositiva. La bellezza dei colori e la tridimensionalità regalata dalle ottiche a focale fissa mi hanno aperto un mondo tutto nuovo ed è esplosa in me la passione per la fotografia su pellicola. Nella foto la macchina ha il 50mm f2.0 che veniva venduto assieme alla macchina. Anche se non luminoso come 1.4 si difende benissimo come colori e distorsione assolutamente assente.Otturatore: meccanico, in tela, a scorrimento orizzontale. Velocità di scatto: da 1 sec a 1/1000 di sec più la posa B; sincroflash a 1/60 di sec., pieno funzionamento in assenza della batteria. Avanzamento pellicola: con leva di carica, a colpo singolo o additivo, privo di corsa a vuoto. Attacco sincroflash: presa sincro X sul frontale e contatto caldo. Esposimetro: due cellule al CdS, una terza cellula fotosensibile fa da interruttore, facendo accendere l'esposimetro in presenza di luce, alla rimozione del tappo dell'obiettivo; la misurazione è media a prevalenza centrale; sensibilita' da 3 a 18 EV a 100 iso e 50/1,4; Copertura del mirino, 95% Indicazioni nel mirino: Corretta esposizione (ad ago indicatore), test di carica della pila. Sul corpo macchina è presente un indicatore di otturatore carico. Doppie esposizioni: non consentite. Autoscatto: assente. Alimentazione: una pila LR44 (alcalina) o G13 (Ossido d'argento da 1,5 V) Previsualizzazione della profondità di campo: non prevista. Presollevamento dello specchio: non previsto (ma possibile su alcuni corpi macchina). Motore: non previsto.

SMC 28 3.5

28b.jpgQuesto splendido grandangolare è forse il più bello mai realizzato da pentax (a prezzi abbordabili altrimenti c'è l'f2.0…) e regala foto stupende. Non si può dire la stessa cosa del 24 f2.8 della sigma che uso normalmente sulla nikon, ma non me ne posso coprare uno nuovo e dunque quando devo fare grandangolari con una certa qualità uso ancora la pentax. Come anche per il 50mm il trattamento antiriflesso è ottimo e dopo 25 anni questi obiettivi regalano dei controluce senza pari.

Vivitar 80-200 4.5

lens_63.jpgSiccome al corredo di mio padre mancava un tele ha trovato di occasione questo obiettivo che posso definire buono ma neanche comparabile con le ottiche fisse pentax in mio possesso

Nikon F80

nikonf80powerpackfront.jpgBenvenuti nell'era moderna! Questa macchina è semplicemente perfetta, pesa il giusto, si impugna perfettamente, silenziosissima e dallo scatto dolcissimo, inoltre personalizzabile e con tutto quello che serve ad un fotografo. Non a caso il corpo è stato usato per la d100. Con questa macchina ho fatto un disastro di foto ormai e la abbandonerei solo per una digitale nikon con le contropalle. Ha un esposimetro che non sbaglia un colpo e l'unica cosa che le manca è che con gli obiettivi manuali questo non funziona. Essenzialmente uso questa macchina per scattare in bianco e nero ma a volte non disdegno qualche rullino a colori raccattato e quando ho soldi qualche diapositiva.
Autofocus
L'autofocus si basa su cinque sensori a croce (disposti al centro del fotogramma). I sensori dell'AF possono essere attivati dalla fotocamera (secondo le caratteristiche del soggetto ripreso), ma c'è anche la possibilità di selezionarli manualmente, tramite l'unico comando che forse pecca un pochino di praticità d'uso: un bilanciere posto sul retro del corpo. L'autofocus è molto veloce, anche con soggetti che si muovono rapidamente. I risultati sono davvero notevoli se si utilizzano le ottiche Nikon con il motore di messa a fuoco incorporato. La scelta del sensore da usare per focheggiare può essere demandata, come abbiamo detto, alla fotocamera (che può basarsi sulla vicinanza o sul movimento del soggetto), o può essere effettuata dal fotografo. All'interno del mirino, i sensori attivi si tingono di nero, che diviene rosso nel momento in cui la messa a fuoco è stata effettuata. L'AF può essere singolo o continuo, e se la luce è poca, viene in soccorso una lampada che illumina il soggetto con un fascio di luce bianca. La luce dell'illuminatore ausiliario è abbastanza forte, dunque può risultare intrusiva in determinati contesti di lavoro, ma è fondamentale per avere un AF sempre efficiente.
Esposimetro
L'apparato esposimetrico della F80 deriva da quello delle sorelle maggiori F5 ed F100; è ricco di funzioni, ma anche intuitivo da usare. Oltre allo schema Matrix 3D (in cui la scena viene divisa in 10 settori), offre anche le classiche letture spot e semispot. Negli ultimi due casi non viene effettuata alcuna correzione rispetto alla taratura standard dell'esposimetro, mentre il Matrix 3D tende a compensare le forti differenze di luminosità che si dovessero presentare nella scena. L'esposizione può avvenire in modalità Program (in cui la F80 sceglie la coppia tempo/diaframma anche tenendo conto della messa a fuoco e del tipo di soggetto inquadrato), in manuale, a priorità dei tempi o dei diaframmi. Esiste la funzione Program Shift, grazie alla quale si può variare l'esposizione mantenendo inalterato il valore EV scorrendo le varie coppie di tempo e diaframma, mentre se si sta lavorando in automatico ci si può affidare al correttore fisso dell'esposizione, al bracketing automatico, o a blocco della lettura esposimetrica.
Flash
La F80 è dotata di un piccolo flash incorporato che, però, non deve ingannare con le sue minuscole dimensioni: è molto efficiente e ricco di funzioni. Offre la lettura TTL, grazie ad un sensore multiplo a cinque settori, tenendo conto della luce ambiente, della posizione del soggetto e della sua riflettenza. La tecnologia Matrix 3D Multi Sensor Flash in sostanza fornisce al fotografo la possibilità di fare cose egrege anche solo con tale flash incorporato, sebbene sia naturalmente possibile montare altri modelli sull'apposita slitta portaflash. Il flash della F80 copre fino a 28mm di focale, è dotato del dispositivo anti occhi rossi, della possibilità di sincronizzarsi sui tempi lunghi (e qui si può anche decidere di farlo scattare con la seconda tendina), e consente di variare il rapporto tra la sua luce e quella ambiente.
Mirino
Il mirino della F80 è nitido e luminoso, ed ha una soluzione geniale che, da patito della fotografia di architettura, ho particolarmente apprezzato: è possibile aggiungere sullo schermo un reticolo quadrettato digitale; è sufficiente premere un tasto. I vantaggi sono innegabili: un mirino reticolato è decisamente d'aiuto nel tenere sotto controllo l'orientamento della foto , ma anche nel metterci in condizione di effettuare una valutazione “quantitativa” dello spazio a nostra disposizione nel mirino, utile a meglio bilanciare la distribuzione dei soggetti e delle masse all'interno del fotogramma. Andrebbe detto che una foto storta è una foto storta, al di là del genere; ed una foto che pende o che pecca di armonia nella composizione è una foto sbagliata, sia essa di architettura oppure no. Il mirino è comodo da utilizzare anche per chi usa gli occhiali, ed è dotato di correzione diottrica. Inoltre, il display interno è molto ricco di informazioni e si può governare praticamente tutto il funzionamento della F80 senza mai staccare l'occhio dall'oculare.
Corpo
Il corpo è compatto e leggero, ma dà una piacevole sensazione di solidità a differenza delle F70 ed F50. I comandi sono complessivamente logici ed intuitivi. I “vecchi” obiettivi AF con diaframmi sull'obiettivo funzionano lo stesso, mentre non è possibile adoperare i vecchi AI. In generale la F80 ha tutto quello che serve, ma davvero tutto, e mi riferisco alle cose importanti e non ai gadget per fare colpo sui fotoamatori. Per esempio ha il tasto di controllo della PDC, fa le esposizioni multiple, può essere totalmente manuale come programmata (seria!), senza mancare gli utili automatismi a priorità di tempi e diaframmi. Che la F80 non sia l'ideale per il principiante assoluto lo si capisce sia dall'assenza dei classici programmi di ripresa (“Ritratto”, “Paesaggio”, “Sport”, ecc.), che dalla presenza di molte funzioni personalizzabili, ben 18. Il motore incorporato scatta ad una cadenza massima di 2,5 fotogrammi al secondo e, in fase di riavvolgimento, è possibile attivare il “riavvolgimento silenzioso”, più lento ma dalla rumorosità quasi impercettibile.

Sigma 24 2.8

foto.jpgE' il primo obiettivo che ho acquistato. Un obiettivo mediocre che cambierò appena ne ho l'opportunità. Appartiene a quello sfortunato periodo in cui la sigma faceva dei trattamenti antiriflesso penosi, quindi basta un controluce anche di una lampada per fargli perdere mostruosamente contrasto e creare un fastidioso velo sulla foto.

Nikon 50 1.8

nikon_objectif_50_1.8_a.jpgCosta poco più di cento euro ma è un obiettivo stupendo. Scatta foto bellissime, dai colori vividi e grazie ad un ottimo trattamento antiriflesso permette controluce spinti e con un flare ridottissimo grazie al basso numero di lenti. Grazie al barilotto in plastica è leggerissimo e compatto e in montagna è una vera manna

Nikon 70-210 4.5 - 5.6

70_210mm.jpgNon è ovviamente il 70-200 2.8. E' molto poco luminoso e presenta alla focale più lunga una leggera coma ma è velocissimo a mettere a fuoco, molto compatto grazie al movimento a pompa e da portare in montagna molto comodo. Scatta comunque foto molto belle e contrastate

SB 28

sb28magica.jpgE' il flash. L'unica pecca è che non si interfaccia con le digitali. Ha una potenza spaventosa, una serie di funzioni che neanche un'astronave ed è compatto, cosa volere di più? E' il mio primo flash serio e devo ancora imparare ad usare le sue migliaia di funzioni.

Medio Formato

Kiev 60

c309_31.jpgQuesta 6×6 economica russa era la macchina di cui erano dotati gli ufficiali tecnici durante la guerra fredda. L'ultima produzione è degli anni 90 e se ne trovano parecchi esemplari quasi nuovi. Presenta un ben noto problema alla leva di avanzamento che fa accavallare i fotogrammi, ma con un uso attento si può evitare. La bellezza di questa macchina è che si può riparare con un coltellino in mezzo alla taiga siberiana a -30, è robustissima e in caso di necessità può essere usata come arma impropria. Per ora ci scatto solo in bianco e nero ma mi piacerebbe molto scattare qualche diapositiva. Il problema è che il bianco e nero me lo sviluppo io, le pellicole e le diapositive me le devo far fare in un laboratorio specializzato e mi costa un botto perchè nessun fotografo si sviluppa più i rullini di medio formato, viva il digitale….. Il pentaprisma esposimetro è preciso ed è più facile da usare di quello della Pentacon: due led luminosi sostituiscono validamente l'ago del galvanometro. Inoltre lo spegnimento automatico dopo 30 secondi di utilizzazione consente un notevole risparmio di energia, soprattutto quando l'utilizzatore è distratto come me e dimentica di spegnere il circuito esposimetrico dopo ogni scatto. La Kiev è più grossa e pesante della Pentacon e il suo aspetto è più squadrato. Tuttavia alcuni particolari costruttivi denunciano una maggiore attenzione: il sistema di apertura del dorso è più curato, come anche il meccanismo di sospensione dei rocchetti portapellicola. L'utile staffina portaflash, che si avvita sul davanti della macchina, permette di sistemare un piccolo flash in posizione frontale, anche se non coassiale con l'obiettivo (il che minimizza l'effetto occhi rossi). Lo specchio non ha il ritorno istantaneo e si abbassa soltanto quando l'otturatore viene armato. Ma questo limite è comune anche ad altre reflex di medio formato.La leva di carica va azionata con un unico movimento: se si tenta di effettuare l'operazione mediante piccoli movimenti addizionali si causa l'accavallamento dei fotogrammi e si facilita il precoce logorio del meccanismo di trascinamento. Un limite che a volte si fa sentire è il tempo di sincronizzazione un po' troppo lento: con 1/30 di secondo non ci sono problemi se si fotografa nell'oscurità, ma il fill-in diurno rischia di diventare una faccenda complicata, soprattutto se il soggetto si muove: in questo caso si ottengono doppie immagini e la foto è da buttare. Un altro difetto è costituito da una rumorosità accentuata. È vero che muovere uno specchio 6×6 non è cosa facile (vi rendete conto che potreste farvici la barba?), ma il “tla-tlac!” che ne deriva rende problematico fotografare un concertista durante un assolo di violino. Per fortuna non è il mio campo. In un primo tempo temevo che gli animali potessero essere disturbati dal rumore, ma ho constatato sul campo che non gliene potrebbe fregare di meno, per cui, di che mi preoccupo? L'otturatore mi sembra molto preciso, soprattutto nei tempi più comunemente utilizzati: non ho mai avuto modo di effettuare dei test specifici, ma le fotografie risultano correttamente esposte e mi sembra che sia questo l'importante. Insomma, la Kiev 60 è una macchina da adoperare, conoscendone bene pregi e limiti e chiedendole senza risparmio tutto quello che può dare. Uno strumento di lavoro, robusto e senza troppi fronzoli, semplice da riparare e da capire

Volna 80 2.8

arsat_28_80_lens.jpgE' l'obiettivo normale per il medio formato con cui veniva venduta la kiev 60 e, anche se russo, è un ottimo obiettivo e va meglio dello zeiss 80 per pentacon six.

Carl Zeiss Jena 180/2.8 Sonnar

È il mitico “Olympia Sonnar” progettato appositamente per le olimpiadi di Berlino e si fa valere. La resa è ottima sotto tutti i punti di vista, risolvenza, resa cromatica, correzione dalle aberrazioni e le differenze vanno cercate col lentino. Insomma, un bel mediotele luminoso da non perdere e che non sfigura affatto a confronto dei “giovani rampanti” che, soprattutto a tutta apertura, non offrono di più. E' un obiettivo molto ingombrante e per questo viene affettuosamente chiamato dai miei amici 'La caffettiera'. Siccome ho l'adattatore per pentax se ho un rullino caricato su quella macchina posso usare questo obiettivo, anche se devo esporre in stop down.
 
fotografia.txt · Ultima modifica: 2008/03/14 16:06 da zioinsonne     Torna su